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Antonio Vivaldi
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Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741cite-ref-3[3]) è stato un compositore e violinista italianocite-ref-grove-4-0[4]cite-ref-italia-5-0[5]cite-ref-6[6], considerato tra i massimi esponenti del barocco musicale e tra i maggiori virtuosi del suo tempo. Sacerdote, pur non potendo celebrare la messa per motivi di salute, era chiamato "il Prete rosso" per il colore dei capelli.cite-ref-7[7]
Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del mwigconcerto, soprattutto mwiwsolista (un genere iniziato da mwjaGiuseppe Torelli), e della tecnica del violino e dell'mwjqorchestrazione. ma non trascurò l'mwjgopera in musica. Il suo mwjwvastissimo catalogo comprende numerosi concerti, mwkasonate e composizioni di mwkqmusica sacra.
Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo, tra cui mwkwJohann Sebastian Bach, ma anche mwlaPisendel, mwlqHeinichen, mwlgZelenka, mwlwBoismortier, mwmaCorrette, mwmqDe Fesch, mwmgQuantz. Le sue composizioni più note sono i quattro mwmwconcerti per violino conosciuti come mwnamwnqLe quattro stagioni, celebre esempio di mwngmusica a programma.
Come per molti compositori barocchi, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nell'oblio. Solo grazie alla ricerca di alcuni musicologi del mwoaXX secolo, come mwoqArnold Schering, mwogMarc Pincherle, mwowAlberto Gentili, mwpaAlfredo Casella e mwpqGian Francesco Malipiero, il suo nome e le sue opere tornarono celebri, facendolo diventare uno dei compositori più noti ed eseguiti.
Contents
• Cinema
• Note
• Opere
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Biografia
La vita di Vivaldi è scarsamente documentata, poiché prima del mwqqXX secolo nessun biografo si è mai occupato di ricostruirla. Numerose lacune e inesattezze falsano ancora la sua biografia; alcuni periodi della sua vita rimangono completamente oscuri, come i molti viaggi supposti, o realmente intrapresi, in mwqgItalia e in mwqwEuropa. Si è fatto riferimento dunque alle rare testimonianze dirette dell'epoca, in particolare quelle di mwraCharles de Brosses, di mwrqCarlo Goldoni e dell'architetto tedesco mwrgJohann Friedrich Armand von Uffenbach, che incontrarono il compositore. Altre notizie provengono da alcuni manoscritti e documenti di altra natura, ritrovati in diversi archivi in Italia e all'estero.cite-ref-8[8] Per dare due esempi concreti: è soltanto nel mwsw1938 che si è potuta determinare con esattezza la data della sua morte, sull'atto ritrovato a mwtaVienna, e nel mwtq1963 quella della sua nascita, identificando il suo atto di battesimo (prima, l'anno di nascita, il mwtg1678, era soltanto una stima dedotta dalle tappe conosciute della sua carriera ecclesiastica).
L'infanzia e la giovinezza
Antonio Vivaldi nacque venerdì 4 marzo mwwg1678 a mwwwVenezia. Fu mwxabattezzato in casa da Margarita Veronese, sua levatrice, poiché era in pericolo di morte. Il battesimo venne poi perfezionato con la liturgia di rito il 6 maggio, due mesi dopo, nella mwxqchiesa di San Giovanni in Bragora, non lontano dalla presunta abitazione dei Vivaldi, nello stabile di proprietà della famiglia nobiliare mwxgSalamon, in parrocchia della Bragora, nel mwxwsestiere veneziano di Castello.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] Padrino di battesimo fu Giovanni Antonio Vecellio, titolare di una ricca farmacia sulla mwaaRiva degli Schiavoni, la spezieria "All'Insegna del Doge", da due anni vedovo della cugina della madre di Antonio.cite-ref-11[11]
Il padre era mwbgGiovanni Battista Vivaldi (mwbw1655 circa-mwca1736), figlio di un sarto bresciano dopo la cui morte la famiglia si era trasferita nel mwcq1666 a mwcgVenezia. Abitante ai "forni" dell'Arsenale, in parrocchia di San Martino, aveva intrapreso l'attività di barbiere e di violinista. La madre, Camilla Calicchio (1653-1728), era figlia di Camillo Calicchio, un sarto di mwcwPomarico, in mwdaprovincia di Matera,cite-ref-12[12] trasferitosi ventiduenne a Venezia nel 1651, e di Zanetta Temporini, donna di grande volontà e forte carattere, trentenne al momento del matrimonio che avvenne nello stesso anno 1651.cite-ref-0-13-0[13] Camilla e Giovanni Battista si sposarono l'11 giugno mwfq1676. Ebbero in tutto dieci figli, tre dei quali morti in tenera età: Gabriela Antonia (1676-1678), Antonio Lucio (1678-1741), Margarita Gabriella (mwfg1680-1750), Cecilia Maria (mwfw1683-mwga1767), Bonaventura Tomaso (mwgq1685-post 1718), Zanetta Anna (mwgg1687-mwgw1762), Francesco Gaetano (mwha1690-mwhq1752), Iseppo Santo (mwhg1692-mwhw1696), Gerolama Michela (mwia1694-mwiq1696) e Iseppo Caetano (mwig1697-post 1729).cite-ref-14[14] Di questi, solo Antonio intraprese la carriera musicale.
Il padre aveva probabilmente più passione per la musica che per il lavoro di barbiere: infatti nel mwna1685 accettò l'ingaggio, di notevole prestigio, come violinista della mwnqbasilica di San Marco, a quel tempo Cappella privata del Doge e non sede vescovile, dove si celebrava solo in occasioni particolari; nello stesso anno fu assunto come Maestro il famoso mwngGiovanni Legrenzi. Insieme a questo e al suo collega mwnwAntonio Lotti, Giovanni Battista Vivaldi fondò, nel 1687, il mwoaSovvegno dei musicisti di S. Cecilia, una confraternita di musicisti veneziani. A questo impegno, aggiunse, dal 1689, quello di insegnante di violino all'Ospedale mwoqdei Mendicanti.
Antonio Vivaldi imparò a suonare il mwowviolino forse dal padre, dimostrando precocemente grande talento. Fu presto ammesso a frequentare i musicisti della Cappella del Doge, avendo forse preso lezioni dal Maestro di Cappella Giovanni Legrenzi, che tuttavia morì nel mwpa1690, quando Vivaldi aveva appena 12 anni. Non vi sono dubbi comunque che Vivaldi abbia tratto grande giovamento dal frequentare già in età molto giovane l'ambiente musicale della cappella di San Marco, dove gradualmente sostituì il padre, Giovanni Battista Vivaldi, il cui ruolo nella vita e nella carriera del figlio dovette essere importante e prolungato, considerando che morì appena cinque anni prima del figlio.
La carriera ecclesiastica del giovane Antonio ebbe inizio il 18 settembre mwpg1693, quando raggiunse l'età minima della mwpwtonsura per mano del mwqapatriarca di Venezia, il futuro mwqqCardinal Badoero. Proseguì quindi i suoi studi presso la mwqgchiesa di San Geminiano e la mwqwchiesa di San Giovanni in Oleo, vivendo - come era allora la prassi - con la famiglia, nella parrocchia di San Giovanni Battista in Bragora, senza abbandonare la musica; anzi la sua abilità con il violino lo fece impiegare già nel mwra1696 come violinista soprannumerario durante le funzioni natalizie presso la cappella della mwrqbasilica di San Marco, apparendo per la prima volta in pubblico; contemporaneamente faceva parte del gruppo dellmwrg'mwrwArte dei sonadori.
Fu soprannominato mwuail Prete Rosso per il colore della sua capigliatura, pur nascosta dalla parrucca di moda in quel periodo (il padre Giovanni Battista, in alcuni documenti marciani, viene chiamato Rossetto, evidentemente per lo stesso colore di capelli del figlio). Dal mwuq1704 smise di celebrare la messa, per motivi di salute: era probabilmente afflitto da una forma d'asma ("strettezza di petto") di cui aveva presentato i sintomi sin dalla nascita,cite-ref-15[15] e a causa della quale gli era impossibile condurre a compimento la funzione sacra senza assentarsi dall'altare.
L'attività presso il Pio Ospedale della Pietà
Nonostante la giovane età, la sua fama iniziò presto a diffondersi e, dal 1º settembre mwwa1703, con uno stipendio di 60 ducati annui, fu ingaggiato come maestro di violino dalle autorità del mwwqPio Ospedale della Pietà, dove rimase sino al 1740.
Fondato nel 1346, il Pio Ospedale della Pietà era il più prestigioso dei quattro ospedali femminili di Venezia (gli altri tre erano l'Ospedale degli Incurabili, l'Ospedale dei Mendicanti e l'Ospedale dei Derelitti ai SS. Giovanni e Paolo), in cui trovavano assistenza bambini orfani, o provenienti da famiglie molto povere, che imparavano un mestiere e lasciavano l'istituto all'età di 15 anni; le ragazze invece ricevevano un'educazione musicale e quelle di maggior talento diventavano membri dell'ospedale. In funzione delle differenti capacità dimostrate, esisteva tra queste una suddivisione gerarchica dalle mwwwfiglie di coro, alle più esperte dette mwxaprivilegiate di coro, fino alle mwxqmaestre di coro che insegnavano. Il cronista-musicofilo mwxgCharles de Brosses certificherà ammirato:
«La musica eccezionale è quella degli Ospedali dove le "putte" cantano come gli angeli e suonano il violino, l'organo, l'oboe, il violoncello, il fagotto; insomma non c'è strumento che le spaventi.»
Nell'agosto del mwyg1704 il suo stipendio fu portato a 100 mwywducati, in quanto aggiunse anche la posizione di insegnante di mwzaviola all'inglese e nel mwzq1705 ricevette l'incarico della composizione e dell'esecuzione dei concerti, con un salario aumentato a 150 ducati annui, somma assai modesta, alla quale si aggiungeva la remunerazione delle messe quotidiane dette per la Pietà o per le ricche famiglie patrizie.
Nelle sue mwzwmw0aConfessioni, mw0qJean-Jacques Rousseau offre un'altra testimonianza della qualità di queste ragazze orchestrali, che ebbe modo di apprezzare di personacite-ref-16[16] durante il suo soggiorno a Venezia.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18].
Disporre a piacimento di queste strumentiste e cantanti esperte, senza preoccupazioni di numero, tempi o costi, era un vantaggio considerevole per un compositore che poteva così dar libero corso alla sua creatività e sperimentare ogni tipo di combinazione dell'organico strumentale. Ora, in quest'epoca, il giovane maestro di violino aveva certamente cominciato la sua carriera di compositore ed a farsi notare per le sue prime opere diffuse in manoscritto, e la sua nascente rinomanza poteva giustificare la scelta di affidargli questo posto importante. La direzione musicale della Pietà era affidata dal mw6a1701 a mw6qFrancesco Gasparini, «maestro di coro». Costui, musicista di talento ed estremamente fecondo, dedicò tuttavia una parte preponderante della sua attività ad allestire opere al mw6gTeatro Sant'Angelo.cite-ref-19[19] Di conseguenza, egli scaricò su Vivaldi un numero crescente di compiti, permettendo a quest'ultimo di diventare, di fatto, il principale animatore musicale dell'ospedale.
Il suo rapporto con il consiglio direttivo dell'Ospedale, a giudicare dai pochi documenti rimasti, sembra essere stato altalenante. Ogni anno i vertici dell'istituto veneziano si riunivano per votare se tenere oppure no un insegnante. Anche se Vivaldi fu raramente sottoposto al voto, nel mw8a1709 perse il suo posto per 7 voti contro 6 a favore. Però dopo aver esercitato la libera professione di musicista per oltre un anno fu riassunto nel mw8q1711 alla Pietà, sempre a seguito di una votazione del consiglio dell'istituto. Questo probabilmente perché la direzione aveva ben compreso la sua importanza all'interno della scuola. Nel mw8g1713 divenne il responsabile per l'attività musicale dell'istituto e nel mw8w1716 "maestro de' concerti". A giudicare dalla lacunosità degli atti, comunque, studiosi come Michael Talbot e Micky White dubitano che Vivaldi avesse rotto formalmente ogni impegno con la Pietà durante gli anni di (apparente) vacanza dall'insegnamento. Con molta probabilità Vivaldi continuò a rifornire la Pietà di concerti e composizioni varie durante tutta la sua vita, anche in forma privata.
È durante questi anni che Vivaldi scrisse gran parte della sua musica, comprese molte opere e anche numerosi concerti. Nel mw-a1705 venne pubblicata la sua prima raccolta, l'mw-qOpus 1, una collezione di dodici sonate a tre dedicata al nobile veneto Annibale Gambara, ancora in uno stile mw-gneocorelliano. Nel mw-w1708cite-ref-sardelli-20-0[20] apparve una seconda raccolta di 12 sonate per violino e basso continuo (Opus 2), ma la rinomanza a livello internazionale fu raggiunta con la sua prima collezione di 12 concerti per uno, due e quattro violini con archi, mwaqqmwaquL'estro armonico (Opus 3), la quale fu data alle stampe ad mwaqyAmsterdam nel mwaqc1711, grazie alla mano dell'editore mwaqgEstienne Roger, all'avanguardia con le nuove tecniche di stampa rispetto agli editori veneziani Sala e Bortolicite-ref-21[21]. La sua uscita fu pubblicizzata con un annuncio sul mwaq0The Post Man di Londra. Questi concerti ebbero uno strepitoso successo in tutta Europa e furono seguiti nel mwaq41714 da mwaq8mwaraLa stravaganza (Opus 4), una raccolta di concerti per solo violino e archi.
Nel febbraio mwari1711 Vivaldi, accompagnato dal padre, si recò a mwarmBrescia, dove consegnò il suo mwarqStabat Mater RV 621 al committente, la Congregazione dell'Oratorio di S. Filippo Neri. Nel 1718 iniziò un periodo di frequenti spostamenti, ma sembra non aver mai rotto i legami con la Pietà. Dagli atti registrati è possibile constatare che tra il 1723 e il 1729 fu pagato per comporre almeno 140 concerti.
Impresario d'opera al Teatro Sant'Angelo
Perché Vivaldi smise di celebrare messa?
Relativamente all'abbandono dell'attività sacerdotale di Vivaldi, già da diverso tempo si sono diffusi pettegolezzi e leggende: in particolare in relazione all'aneddoto raccontato dal conte Grégoire Orloff: "Una volta che Vivaldi disse la Messa, gli venne in mente un tema per una fuga. Lasciò allora l'altare sul quale officiava, e corse in sacrestia per scrivere il suo tema; poi tornò a finire la Messa. Venne denunciato all'Inquisizione, che però fortunatamente lo giudica come un musicista, cioè come un pazzo, e si limita a proibirgli di dire mai più Messa".cite-ref-22[22] Vivaldi afferma invece in una lettera, datata 16 novembre 1737, scritta a Guido Bentivoglio d'Aragona: "Sono venticinque anni ch'io non dico messa né mai più la dirò, non per divieto o comando, come si può informare Sua Eminenza, ma per mia elezione, e ciò stante un male che io patisco a nativitate, pel quale io sto oppresso. Appena ordinato sacerdote, un anno o poco più ho detto messa, e poi l'ho lasciata avendo dovuto tre volte partir dall'altare senza terminarla a causa dello stesso mio male. Ecco la ragione per la quale non celebro messa".cite-ref-23[23]
Nella Venezia del primo mwaseXVIII secolo l'opera era l'intrattenimento musicale più popolare e più redditizio per i compositori. C'erano parecchi teatri in concorrenza fra loro. Quello che fino a pochi anni fa si credeva il primo lavoro teatrale vivaldiano, mwasimwasmOttone in villa (RV 729), fu rappresentato al mwasqTeatro delle Grazie di mwasuVicenza nel maggio del 1713. Nuove ricerche, comunque, spostano l'esordio operistico di Vivaldi almeno al 1705, anno in cui Vivaldi completò il mwasyCreso tolto alle fiamme (RV Anh. 138) di Girolamo Polani per il mwasoTeatro Sant'Angelo di Venezia.cite-ref-24[24] Nel 1714 divenne sia mwas8impresario che mwatadirettore delle musiche presso tale teatro, dove allestì la sua terza opera, lmwate'mwatimwatmOrlando finto pazzo (RV 727). Tuttavia non sembra che il dramma riscuotesse il successo sperato, e, per "salvare" la stagione, lmwatq'mwatuimpresario Vivaldi si risolse a riallestire, con ritocchi e aggiunte di propria mano, lmwaty'mwatcmwatgOrlando di mwatkGiovanni Alberto Ristori, già presentato l'anno precedente. Nel 1715 mise in scena un pasticcio, il mwatoNerone fatto Cesare (RV 724, perduto), con le musiche di vari compositori e 11 arie dello stesso Vivaldi.
Il 1716 vide la rappresentazione di mwat4mwat8Arsilda, regina di Ponto (RV 700), molto probabilmente un successo, visto che dopo l'opera seguente (mwauaL'incoronazione di Dario, RV 719), furono proposte delle repliche con lo stesso, giovanissimo cast (in primis le future star mwaueAnnibale Pio Fabri, Anna Vicenza Dotti e Maria Teresa Cotte o Cotti)cite-ref-25[25]. Lo stesso anno fu rappresentata La costanza trionfante degli amori e degl'odii (RV 706), nel piccolo mwauoTeatro San Moisè.
Nello stesso periodo, la Pietà gli commissionò diversi lavori liturgici. I più importanti furono due mwauworatorî: il primo, mwau0Moyses Deus Pharaonis (RV 643), risulta sfortunatamente perduto e il secondo, mwau8mwavaJuditha triumphans devicta Holofernis barbarie (RV 644), composto nel 1716, è uno dei lavori sacri più noti di Vivaldi. Fu commissionato per celebrare la vittoria della mwaveRepubblica di Venezia contro i mwaviTurchi e la riconquista dell'isola di mwavmCorfù. Tutte le undici parti, sia maschili che femminili, furono interpretate dalle ragazze della Pietà e molte arie comprendevano parti per strumenti solisti come flauti dolci, oboi, clarinetti, viola d'amore, mandolini, che servivano per mettere in evidenza il talento delle ragazze anche in strumenti particolarmente rari e di non facile reperibilità per l'epoca.
In quanto rappresentante più in vista del moderno stile operistico, Vivaldi fu uno dei bersagli del mwavopamphlet satirico mwavsmwavwIl teatro alla moda, pubblicato anonimo nel 1720, ma notoriamente scritto dal musicista e letterato mwav0Benedetto Marcello.cite-ref-26[26] Benedetto Marcello, patrizio e magistrato veneziano, nonché musicista stimato da molti suoi contemporanei (incluso mwawiJohann Sebastian Bach), era sostenitore di una visione aristocratica ed elitaria della musica, ed era poco incline ad apprezzare gli aspetti più "popolari" della produzione operistica della sua epoca. L'unico riferimento esplicito a Vivaldi nel mwawmTeatro alla moda, peraltro, è nascosto nel frontespizio, dove una serie di anagrammi celano i nomi di personaggi ben noti all'epoca: fra questi, mwawq"ALDIVIVA" si riferisce chiaramente a Vivaldi. Nello stesso frontespizio è rappresentato un gruppo di personaggi su una peata e la figuretta alata che indossa un cappello da prete e suona il violino potrebbe essere una caricatura di Vivaldi. Per il resto, l'opera si propone di criticare e ridicolizzare aspetti del teatro musicalecite-ref-27[27] che erano estremamente diffusi all'epoca (come attestato, ad esempio, dalle mwawkMemorie di mwawoCarlo Goldoni) e non sono specificamente riconducibili all'attività di Vivaldi.
Gli anni della maturità
Nel 1718 fu offerto a Vivaldi il prestigioso incarico di Maestro di cappella da camera alla corte del principe Filippo d'Assia-Darmstadt, governatore di Mantova e noto appassionato di musica. Egli si trasferì dunque nella città lombarda e vi rimase per circa tre anni.cite-ref-28[28] Di questo periodo, e precisamente della stagione 1720-1721, ci rimangono testimonianze di almeno tre opere tra le quali il mwaxumwaxyTito Manlio (RV 738, vedi mwaxgOpere) e varie mwaxkcantate e mwaxoserenate. Successivamente Vivaldi fu a mwaxsMilano, dove presentò nel mwaxw1721 il suo dramma pastorale mwax0mwax4La Silvia (RV 734) e nel mwax81722 l'oratorio mwayaL'adorazione delli tre re magi al bambino Gesù (RV 645, perduto). Sempre nel 1722 il compositore veneziano si recò a mwayeRoma, dove era stato invitato da mwayipapa Benedetto XIII a suonare per lui. Nel mwaym1725 tornò a Venezia, dove nello stesso anno produsse quattro lavori teatrali.
Questo è anche il periodo in cui egli scrisse mwayumwayyLe quattro stagioni, quattro concerti per violino che rappresentano le scene della natura in musica; probabilmente l'idea di comporre questi concerti gli venne mentre stava nelle campagne attorno Mantova e furono una rivoluzione nella concezione musicale: in essi Vivaldi rappresenta lo scorrere dei ruscelli, il canto degli uccelli, il latrato dei cani, il ronzio delle zanzare, il pianto dei pastori, la tempesta, i danzatori ubriachi, le notti silenziose, le feste di caccia (sia dal punto di vista del cacciatore che della preda), il paesaggio ghiacciato, i bambini che slittano sul ghiaccio e il bruciare dei fuochi. Ogni concerto è associato a un sonetto scritto dallo stesso Vivaldi, che descrive la scena raffigurata in musica. Furono pubblicati come i primi quattro concerti di una raccolta di dodici: mwaycmwaygIl cimento dell'armonia e dell'inventione Opus 8, pubblicata ad mwaykAmsterdam, nel 1725, da mwayoMichel-Charles Le Cène, che era succeduto ad Estienne Roger nell'attività editoriale.
Probabilmente durante il suo periodo a Mantova Vivaldi conobbe mwaywAnna Girò, all'epoca ancora bambina (la sua data di nascita è collocabile intorno al 1710), che era destinata a diventare sua allieva e protetta e ad acquistare gran fama come cantante lirica. Vivaldi allestì almeno 15 rappresentazioni operistiche con la partecipazione della Girò tra il 1723 e il 1740. Nonostante molta letteratura non scientifica abbia costruito delle fantasiose ipotesi su una possibile relazione amorosa tra i due, al momento essa non risulta comprovata da alcuna documentazione storica.
Gli ultimi anni e la morte
All'apice della sua carriera, Vivaldi ricevette numerose commissioni dalle famiglie nobiliari e reali d'Europa. La serenata mwazoLa Gloria, Imeneo (RV 687) fu scritta per il matrimonio di mwazwLuigi XV. L'Opus 9, mwaz0mwaz4La cetra, fu dedicata all'mwaz8imperatore Carlo VI. Vivaldi ebbe occasione d'incontrare l'imperatore in persona nel mwaaa1728, quando questi si recò a mwaaeTrieste per supervisionare la costruzione di un nuovo porto. Carlo ammirò così tanto la musica del Prete Rosso, che, come egli stesso ebbe poi modo di riferire, si intrattenne più a lungo con il compositore in questa occasione, che non con i suoi ministri nell'arco di due anni. A Vivaldi egli conferì il titolo di mwaaicavaliere, attribuì una medaglia d'oro e avanzò un invito a corte a mwaamVienna. Dal canto suo il musicista presentò all'imperatore una presunta copia del manoscritto de mwaaqLa cetra. Sennonché, questa raccolta di concerti è quasi completamente differente da quella pubblicata con lo stesso titolo, come Opus 9: probabilmente un ritardo di stampa aveva costretto Vivaldi a confezionare alla meglio una collezione improvvisata di concerti.
Nel mwaay1730, accompagnato da suo padre, viaggiò a mwaacVienna e a mwaagPraga, dove fu rappresentata, tra le altre, la sua opera mwaakmwaaoFarnace (RV 711). Alcuni altri lavori di questo periodo segnarono il suo incontro con due dei maggiori librettisti italiani dell'epoca: mwaasmwaawL'Olimpiade e mwaa0mwaa4Catone in Utica furono scritte su mwaa8libretto del già affermato mwabaPietro Metastasio, che era divenuto nel 1730 mwabepoeta cesareo alla corte di Vienna, mentre il libretto della mwabimwabmGriselda costituiva un adattamento, da parte della giovine speranza mwabqCarlo Goldoni, di un vecchio libretto del predecessore di Metastasio, mwabuApostolo Zeno.
La vita di Vivaldi, come quella di molti compositori del suo tempo, si concluse infelicemente tra non indifferenti traversie di ordine economico ed umano. Le sue composizioni non venivano più particolarmente apprezzate a Venezia: i rapidi cambiamenti dei gusti musicali e l'affermazione dell'mwabwopera napoletana lo avevano messo fuori moda, e lui, per tutta risposta, decise di trasferirsi a mwab0Vienna, dove era stato invitato da Carlo VI e dove sperava forse di occupare qualche posizione ufficiale a corte. È inoltre alquanto probabile che Vivaldi avesse in mente di mettere in scena alcune sue opere al mwab4Kärntnertortheater. A concorrere alla sua determinazione di trasferirsi nella capitale asburgica, e di lasciare quindi per sempre l'Italia, era intervenuto, nel 1737, uno spiacevole episodio che aveva segnato profondamente l'animo del musicista.
Alla vigilia dell'inizio della stagione d'opera a mwacaFerrara, con la quale Vivaldi sperava di rifarsi dalle difficoltà incontrate in patria, egli era stato convocato dal mwacenunzio apostolico a Venezia che gli aveva notificato la proibizione di recarsi nella città emiliana, decisa nei suoi confronti dal cardinale arcivescovo della stessa, mwaciTommaso Ruffo.cite-ref-30[30] Tale decisione, catastrofica a fronte dello stato d'avanzamento del progetto e degli impegni finanziari già assunti da Vivaldi, era motivata dal fatto che il Prete Rosso non diceva messa ed aveva l'abitudine di accompagnarsi con la Girò ed altre donne, oltre che dall'avversione in via di principio da parte dell'arcivescovo nei confronti del coinvolgimento dei preti negli affari dello spettacolo.cite-ref-31[31] Ciò è, almeno, quanto emerge da una lettera inviata da Vivaldi al suo protettore ferrarese, marchese Guido Bentivoglio, per cercare il suo appoggio nel tentativo di ottenere la revoca dell'interdizione vescovile. In essa Vivaldi esponeva le ragioni di salute per le quali non officiava più da tantissimi anni il servizio divino, e proclamava la perfetta correttezza dei suoi rapporti con le dame che lo accompagnavano, tutte di specchiate, e comprovabili, devozione ed onestà.cite-ref-32[32] Malgrado tutti i suoi sforzi Vivaldi non riuscì però ad ottenere alcunché e, al di là degli ingenti danni economici, ciò fu da lui considerato un affronto tale da spingerlo a chiudere definitivamente con l'Italia.
Disgraziatamente, poco dopo il suo arrivo a Vienna, nell'ottobre del mwade1740, Carlo VI morì. Ne seguì una guerra di dimensioni europee, la mwadiGuerra di successione austriaca che costrinse la figlia, la futura imperatrice mwadmMaria Teresa d'Austria, a fuggire in mwadqUngheria. Questo tragico colpo della sorte, oltre ad aver portato all'immediata chiusura di tutti i teatri viennesi sino all'anno successivo, lasciò il compositore senza protezione imperiale e senza fonti di reddito.
Cionondimeno, a Vivaldi, forse perché troppo malato o troppo povero, non restò altro che rimanere a Vienna, finché, nella notte tra il 27 e il 28 luglio mwady1741, egli morì all'età di 63 anni per mwadcinfezione intestinale (o forse anche a causa di quell'mwadgasma bronchiale di cui soffriva fin dalla nascita) nell'appartamento affittato presso la vedova Maria Agate Wahlerin.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34] La casa, che era strategicamente adiacente al Kärntnertortheater ed era conosciuta anche come mwaeeSatlerisch Haus, fu distrutta nel mwaeiXIX secolo, così come il teatro stesso, e al suo posto fu edificato l'mwaemHotel Sacher.
Il 28 luglio Vivaldi fu sepolto in una fossa comune al mwaeuSpitaller Gottsacker di Vienna, con un funerale semplice detto "dei poveri".cite-ref-35[35] Il luogo della sepoltura si trova a fianco della mwaeoKarlskirche, nell'area attualmente occupata dalla sede centrale del mwaesPolitecnico di Vienna, dato che il cimitero non esiste più. Targhe in sua memoria sono posizionate in entrambi i luoghi, come anche sono presenti una "Vivaldi star" nella mwaewMusikmeile viennese, un monumento nella mwae0Rooseveltplatz e un memoriale nella mwae4Karlsplatz.
All'inizio egualmente sfortunata, anche la sua musica cadde nell'oscurità, dove rimase fin quasi alla metà del XX secolo, quando la figura di Vivaldi è tornata a stagliarsi prepotentemente nel panorama della storia della musica europea.
Non si ha conoscenza dettagliata degli strumenti appartenuti a Vivaldi; tuttavia è venuta alla luce una vicenda riguardante il violino fabbricato da mwafyNicola Amati nel 1646 e donato negli anni '30 del 900 a mwafcBenito Mussolini, che ricollega tale strumento a Vivaldi stesso.cite-ref-36[36] Le vicende della vita del violino sono plurime e tutte legate dal fatto che esso fu uno degli strumenti abbandonati da Vivaldi a Venezia prima della sua ultima partenza per il nord negli anni antecedenti la sua morte.
Reputazione postuma
Vivaldi rimase sconosciuto per i suoi concerti pubblicati e largamente ignorato sino a dopo la rinascita dell'interesse per la musica di mwagiBach, iniziata grazie a mwagmFelix Mendelssohn-Bartholdy. Perfino il suo lavoro più famoso, mwagqmwaguLe quattro stagioni, non fu noto nella sua edizione originale.
Agli inizi del mwagcXX secolo il concerto in stile vivaldiano composto nel mwagg1913 da mwagkFritz Kreisler, e fatto passare dallo stesso autore come un lavoro originale del Prete Rosso (RV Anh. 62),cite-ref-37[37] concorse al risorgere delle fortune di Vivaldi. Questo spinse lo studioso francese mwag4Marc Pincherle ad iniziare un lavoro accademico sull'opera del compositore veneziano.
La scoperta di suoi numerosi manoscritti e la loro acquisizione da parte della mwahaBiblioteca Nazionale Universitaria di Torino portò a un rinnovato interesse per Vivaldi.
La rinascita dei lavori non pubblicati di Vivaldi nel XX secolo si ebbe grazie soprattutto all'impegno di mwahiAlfredo Casella, che nel mwahm1939 organizzò presso l'mwahqAccademia Musicale Chigiana di Siena l'ormai storica "Settimana di Vivaldi", nella quale vennero riscoperti il mwahumwahyGloria RV 589 e mwahcmwahgL'Olimpiade (RV 725).
Dalla mwahoseconda guerra mondiale in poi le composizioni di Vivaldi furono oggetto di un successo universale e con l'avvento delle mwahsesecuzioni filologiche incrementò ulteriormente la sua fama.
Nel mwah01947 l'uomo d'affari veneziano mwah4Antonio Fanna fondò l'mwah8Istituto Italiano Antonio Vivaldi, con il compositore mwaiaGian Francesco Malipiero come direttore artistico, con l'intento di promuovere la musica di Vivaldi e la pubblicazione di nuove edizioni dei suoi lavori.
Renaissance vivaldiana: il fondo Foà-Giordano
La mwaiqBiblioteca Nazionale Universitaria di Torino possiede la più importante collezione di mwaiupartiture autografe di Vivaldi.cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]
Quando, nell'autunno mwajm1926, il direttore del mwajqCollegio Salesiano San Carlo di mwajuBorgo San Martino (mwajyCasale Monferrato), don Federico Emanuel, intraprese alcuni lavori di manutenzione ebbe l'idea, per raccogliere i fondi necessari, di mettere in vendita gli antichi manoscritti musicali che possedeva la biblioteca del Collegio. Al fine di conoscere il prezzo da proporre agli mwajcantiquari, sottopose gli spartiti al musicologo e direttore della Biblioteca Nazionale di Torino, Luigi Torri (1863-1932), che affidò questo lavoro ad mwajgAlberto Gentili, professore di mwajkstoria della musica dell'università.
I grossi volumi della collezione contenevano quattordici opere di Antonio Vivaldi, musicista allora poco conosciuto al grande pubblico; c'erano anche opere di altri compositori, in particolare di mwajsAlessandro Stradella. Interessati a non voler disperdere una raccolta così eccezionale, gli esperti cercarono una soluzione per farla acquisire dalla Biblioteca di Torino, che non disponeva del bilancio necessario.
Una soluzione finì per essere trovata da Alberto Gentili: riuscì a persuadere un ricco agente di cambio, Roberto Foà, ad acquisire la raccolta e di farne dono alla biblioteca in memoria del suo giovane figlio Mauro, morto prematuramente alcuni mesi prima e il cui fondo doveva perpetuarne il nome. Tuttavia, avendo esaminato i manoscritti vivaldiani, Gentili scoprì che questi facevano parte di una raccolta più importante di cui si mise in testa di scoprire la parte mancante. Le opere cedute dai salesiani erano un lascito del marchese Marcello Durazzo (1842-1922): grazie all'aiuto di esperti di genealogia, s'identificò nel 1930 il proprietario degli altri volumi della collezione iniziale, figlio del fratello dell'altro proprietario, Flavio Ignazio (1849-1925), che abitava a mwaj4Genova. Occorse tutta la pazienza e l'abilità del marchese genovese Faustino Curlo (1867-1935) per ottenere dal detentore che questa seconda raccolta fosse ceduta per ricostituire definitivamente l'insieme iniziale.
Poiché anche in questo caso la Biblioteca di Torino non disponeva dei fondi per l'acquisto, Alberto Gentili trovò un altro mecenate, l'industriale Filippo Giordano che accettò di comprare la raccolta e di farne dono alla Biblioteca di Torino in ricordo del figlio Renzo, morto da poco all'età di 4 anni. I due fondi così riuniti rimasero comunque distinti, sotto il nome rispettivamente di Raccolta Mauro Foà e Raccolta Renzo Giordano; i 27 volumi di manoscritti vivaldiani (quasi tutti autografi) comprendono 80 mwakecantate, 42 mwakiopere sacre, 20 opere, 307 brani strumentali e l'mwakmoratorio mwakqmwakuJuditha triumphans.
I musicologi non poterono sfruttare rapidamente questa scoperta eccezionale poiché Alberto Gentili, al quale i diritti di studio e di pubblicazione erano stati espressamente riservati, era ebreo e come tale fu bloccato a causa delle mwak4leggi razziali del mwak8fascismo italiano. Fu solamente dopo la mwalaseconda guerra mondiale che lo studio e la pubblicazione poterono essere condotti al loro termine.
La musica di Vivaldi
Un violinista apprezzato e un compositore criticato
Nonostante tutti i meriti che gli si attribuiscono relativamente allo sviluppo del concerto, Vivaldi fu lodato dai contemporanei più come un violinista che come compositore. Esemplare fu l'idea che il celebre Carlo Goldoni ebbe sul Prete Rosso, dopo che egli mise in musica il libretto La Griselda di Apostolo Zeno revisionato dallo stesso Goldoni, considerandolo "un eccellente suonatore di violino e un mediocre compositore".cite-ref-41[41] Johann Friedrich Armand von Uffenbach, che durante il carnevale del 1715 soggiornava a Venezia, assistette ad un'esecuzione di Vivaldi e mostrò molto più interesse per la sua tecnica di violinista che per la sua bravura compositiva. Dunque egli riportò: "... Mi ha veramente strabiliato per come è in grado di suonare il violino; egli saliva con le dita fino a un pelo dal ponticello, tanto da non lasciare quasi più spazio per l'arco...". William Hayes, che trovò generalizzate le opinioni che Avison aveva nei confronti del Prete Rosso, sostenne che Vivaldi aveva una grandiosa padronanza del suo strumento (violino), ma anche una vena compositiva debole che non gli permetteva di produrre buone parti.
Innovando dal profondo la musica dell'epoca, Vivaldi diede più evidenza alla struttura formale e ritmica del mwalgconcerto, cercando ripetutamente contrasti armonici e inventando temi e melodie inconsuete. Il suo talento consisteva nel comporre una musica non accademica, chiara ed espressiva, tale da poter essere apprezzata dal grande pubblico e non solo da una minoranza di specialisti. Vivaldi fu favorevolmente oggetto d'interesse della critica tedesca sua contemporanea. Tra i tedeschi si ricordano in particolare, mwalkJohann Adam Hiller, mwaloErnst Ludwig Gerber e il flautista e compositore mwalsJohann Joachim Quantz. Costui riferì di aver ascoltato alcuni concerti (probabilmente de mwalwmwal0L'estro armonico) del Prete Rosso a mwal4Pirna nel 1714 e lui stesso li definì mwal8un nuovo genere di pezzi musicali dai magnifici ritornelli (questo fu uno dei maggiori riconoscimenti a Vivaldi da parte di personalità coeve). La sua musica ebbe infatti un notevole influsso sullo stile di diversi compositori sia austriaci che tedeschi. Tra questi il più noto fu il celebre mwamaJohann Sebastian Bach, il quale fu grandemente influenzato dalla forma del mwameconcerto vivaldiano: egli interiorizzò a tal punto alcuni concerti vivaldiani da volerli trascrivere per organo, per clavicembalo solista o per uno o più clavicembali e orchestra, tra questi il famoso mwamimwammConcerto per quattro violini, archi e clavicembalo op. 3 n. 10 (RV 580). Bach non si limitò alla pura trascrizione, ma arricchì sistematicamente la trama vivaldiana dal punto di vista contrappuntistico.
Fu apprezzato anche dall'ambiente musicale francese, nel quale spiccano l'organista mwamuMichel Corrette e mwamyPierre Gaviniès. La sua notorietà in Francia continuò per un certo periodo anche dopo la morte: si ricorda infatti che mwamcJean-Jacques Rousseau nel 1775 fece un riarrangiamento per flauto della mwamgPrimavera.
Fu invece attaccato duramente dagli inglesi: ad esempio mwam8Charles Avison sosteneva che la sua musica era adatta a far "divertire i fanciulli". Nonostante questo, in vita la sua musica strumentale ebbe successo in tutta Europa e fu oggetto di numerose ristampe sia francesi che inglesi.
In Italia, nonostante avesse fortemente influenzato e rinnovato la musica strumentale dell'epoca, fu praticamente ignorato dagli studiosi coevi e i suoi lavori teatrali dopo la sua morte caddero nell'oblio più totale; questo a causa della moda in voga nell'Italia del Settecento, dove si esigevano sempre nuovi autori e nuove musiche. Vivaldi è considerato uno dei maestri della scuola barocca italiana, basata sui forti contrasti sonori e sulle armonie semplici e suggestive. Praticamente dimenticato durante la stagione del mwaneClassicismo, incontrò il gusto dei musicisti del tardo mwaniRomanticismo e dei primi del Novecento. Dopo la riscoperta della sua opera nel secondo dopoguerra (grazie anche alla nascita di enti come l'mwanmIstituto Italiano Antonio Vivaldi dediti allo studio e alla diffusione della musica vivaldiana), Vivaldi divenne uno dei compositori più amati e ascoltati del mwanqBarocco, anche se non tutti i musicisti del XX secolo mostrarono tuttavia lo stesso entusiasmo: mwanuLuigi Dallapiccola disse provocatoriamente che Vivaldi non aveva scritto 400 concerti, «ma quattrocento volte lo stesso concerto». La battuta è ormai diventata proverbiale,cite-ref-42[42] e fu avvalorata a suo tempo da mwanoIgor' Stravinskij che riteneva Vivaldi sopravvalutato.cite-ref-43[43]
Grande scalpore ha suscitato nell'ottobre 2010 il rinvenimento, segnalato dal mwaogmwaokThe Guardian,cite-ref-44[44] di un concerto per flauto di Vivaldi negli archivi di famiglia di un nobile scozzese, Lord Robert Kerr, caduto nella battaglia di Culloden nel mwao41746. Il manoscritto del concerto, rinvenuto nell'Archivio Nazionale di Scozia da Andrew Wolley, ricercatore dell'Università di Southampton e specialista di Vivaldi, porta il titolo di mwao8mwapaIl Gran Mogol ed è stato composto tra la fine degli anni venti e gli inizi degli anni trenta del Settecento. Si crede che esso, rappresentante l'mwapeIndia (l'impero del Mogul), facesse parte di un quartetto di concerti nazionali, di cui facevano parte anche mwapiL'Inghilterra, mwapmLa Francia e mwapqLa Spagna (tutti perduti). Essi, secondo alcuni studiosi, avrebbero costituito l'equivalente "geografico" de mwapuLe quattro stagioni. La prima mondiale di questo concerto perduto del compositore ha avuto luogo, nell'esecuzione dell'ensemble barocco inglese La Serenissima, nella Concert Hall di mwapyPerth (mwapcAustralia) il 26 gennaio mwapg2011.cite-ref-45[45]
Catalogo delle opere
Il catalogo delle opere di Vivaldi è particolarmente vasto e complesso. La grande fama di cui godette in tutta Europa portò alla dispersione dei suoi manoscritti fino agli angoli più remoti del vecchio continente. Non è quindi raro che, in seguito al riordino delle collezioni di manoscritti di una biblioteca si rintraccino composizioni inedite delle quali si era persa notizia da secoli, come accaduto recentemente a mwap8Dresda. Altro elemento di confusione è l'esistenza di diversi cataloghi delle sue opere, del tutto discordanti fra loro per ciò che riguarda la numerazione e la cronologia delle opere, fra i quali, solo di recente il mwaqaCatalogo Ryom (contraddistinto dalla sigla RV) sembra aver raggiunto lo status di riferimento universale. Non è tuttavia raro imbattersi tuttora in pubblicazioni musicali che fanno riferimento ad una catalogazione diversa. Il "corpus" delle composizioni vivaldiane consta di circa 600 fra concerti e sonate, quasi 300 dei quali per uno o più violini, 30 circa per violoncello, 39 per fagotto, 25 per flauto e 25 per oboe, fino a toccare strumenti come il liuto, il mandolino e altri strumenti molto raramente utilizzati in funzione concertistica, all'epoca.
Alle composizioni strumentali, si affianca una notevole produzione di musica sacra, che consta di poco meno di un centinaio di composizioni; notevole anche la produzione di musica vocale, comprendente oltre cento cantate e arie. Infine la sua attività di operista è stata recentemente riscoperta. Essa si compone di circa 45 titoli, di molti dei quali si è perduta la parte musicale.
Il catalogo Ryom delle opere di Vivaldi (Verzeichnis der Werke Antonio Vivaldis)
Diversi musicologi del XX secolo hanno creato cataloghi delle composizioni del Prete Rosso, in modo più o meno indipendente l'uno dall'altro, sulla base delle opere già note all'epoca della loro compilazione e ordinandole secondo criteri differenti. Ne consegue una certa difficoltà a riconoscerne le corrispondenze, tanto più che i primi sono ovviamente meno completi. I cataloghi sono citati con le sigle seguenti:
• P catalogo di Marc Pincherle,
• RC catalogo delle edizioni Ricordi (composto da Gian Francesco Malipiero),
• RN catalogo di Mario Rinaldi,
• F catalogo di Antonio Fanna,
• RV catalogo di Peter Ryom (significa "Ryom Verzeichnis" e non "Repertorio Vivaldiano").
Composto nel 1973, e aggiornato da allora in occasione di ritrovamenti di nuove opere, quest'ultimo è il più completo e si tende ormai ad utilizzarlo universalmente, soprattutto in ambiente discografico.
La musica strumentale
Se il concerto solistico, derivato dal mwaqcconcerto grosso, vede mwaqgGiuseppe Torelli come iniziatore, è tuttavia a Vivaldi che si deve attribuire l'elaborazione di una forma che venne utilizzata come modello fino alla nascita del concerto classico.cite-ref-46[46] Una buona parte dei suoi concerti è caratterizzata, nei due movimenti veloci, da un'alternanza di "tutti" basati su un ritornello, che viene riproposto in varie tonalità e di soli modulanti di carattere tematico libero. Questa forma, che non fu invenzione vivaldiana,cite-ref-grove-4-1[4] fu utilizzata dal compositore veneziano con grande libertà; ad esempio contraendo nel corso del movimento la lunghezza del ritornello mentre viene parallelamente ampliata la lunghezza dei soli, oppure ripetendo due volte il ritornello finale nella tonalità d'impianto con l'inserzione di un breve episodio solistico che utilizza materiale musicale del primo solo.cite-ref-47[47] Nei movimenti lenti, egli utilizza talvolta una forma a ritornello semplificata, altre volte una forma monotematica bipartita attinta dalla mwarusonata.
Ci sono pervenuti 329 suoi concerti per uno strumento solista e archi, 220 dei quali sono per mwarcviolino, 37 per mwargfagotto, 27 per mwarkvioloncello, 19 per mwarooboe, 13 per mwarsflauto traverso, 2 per mwarwflauto diritto, 3 per mwar0mwar4flautino (flauto diritto sopranino), uno per mwar8mandolino e 7 per mwasaviola d'amore. Oltre a questi, vi sono una quarantina di concerti per due strumenti e archi, per lo più dedicati a due strumenti uguali (due violini e due oboi), ma che comprende anche il famoso concerto per viola d'amore e mwaseliuto, e più di una trentina di concerti multipli, per più di tre solisti. A questi va aggiunta una sessantina di "concerti ripieni" (concerti per archi senza solista), del tutto affini alle sinfonie d'opera, nei quali talvolta troviamo un'attenzione all'elaborazione contrappuntistica lontana dall'immagine stereotipata di un Vivaldi compositore "facile" e superficiale.cite-ref-grove-4-2[4] Un piccolo numero di concerti con solista è scritto per 2 orchestre: si tratta di fatto di una divisione dell'orchestra in due gruppi separati, nel solco della tradizione della policoralità sacra veneziana fiorita tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Infine, vi è una ventina di "concerti senza orchestra": scritti per un gruppo da due a sei strumenti accompagnati dal basso continuo, non si presentano nella forma abituale in cui venivano trattati questi gruppi, cioè la forma della sonata da camera o da chiesa, ma in quella del concerto "a ritornelli".cite-ref-48[48]
Molti concerti sono programmatici od onomatopeici: tra questi, ad esempio, figurano le celeberrime mwassStagioni (RV269, 315, 293, 297) che costituiscono i primi quattro numeri dell'opera 8, mwaswIl Gardellino (RV90, 428), mwas0La Tempesta di Mare (RV98, 433, 570), mwas4Il cornet[t]o da posta (RV363), mwas8La Caccia (RV 362), mwataLa notte (RV104, 501). Tuttavia, molti altri concerti portano un titolo, il quale si può riferire allo stile musicale, come il mwateConcerto madrigalesco (RV129) o il mwatiConcerto alla rustica (RV151), all'affetto generale del brano, come mwatmL'inquietudine (RV234) o mwatqL'amoroso (RV271), a una particolare modalità di esecuzione, come mwatuL'ottavina (RV763), in cui tutti i soli vanno suonati all'ottava superiore, o il concerto senza "cantin" (RV243), in cui il violino solista suona senza la corda più alta (detta appunto "cantino"), o ancora all'esecutore a cui era destinato, come mwatyIl Carbonelli (RV366, per mwatcGiovanni Stefano Carbonelli) o all'occasione per cui era stato composto, come i concerti "per la solennità di S Lorenzo" (RV286, 556, 562).cite-ref-49[49]
Sono giunte ai tempi moderni circa 90 sonate, che presentano uno stile meno innovativo rispetto ai concerti; sia nella sonata solistica (per uno strumento e basso continuo) che in quella "a tre" (per due strumenti e basso continuo) viene utilizzato un impianto formale e una scrittura legate ai principali modelli condivisi della musica da camera (mwat0Arcangelo Corelli, mwat4Tomaso Albinoni, la scuola bolognese e quella veneziana). Le sonate a tre, raccolte nell'opera 1 e nell'opera 5, risentono fortemente dell'influsso dei lavori da camera di Arcangelo Corelli, anche se vengono "dinamizzate" dalla vitalità della scrittura strumentale veneziana, mentre le sonate per uno strumento, scritte per lo più per il violino, o per il violoncello, o per uno mwat8strumento a fiato, presentano uno stile tipicamente da mwauacamera personalizzato da un particolare sviluppo della cantabilità nei movimenti lenti e da un progressivo distacco dai modelli di danza nell'andamento ritmico.
Tra le sue sonate, vanno anche ricordate le RV 68, RV 70, RV 71 e RV 77, scritte per due violini e basso mwauiad libitum, che probabilmente furono composte prima dei duetti per due violini op. 3 di mwaumJean-Marie Leclaircite-ref-grove-4-3[4] e sono quindi tra i primi e più interessanti esempi di sonate per due violini senza accompagnamento di basso continuo.
| Sonate [ 50 ] | Sonate [ 50 ] | Sonate [ 50 ] | Sonate [ 50 ] | Sonate [ 50 ] |
|---|---|---|---|---|
| 61 sonate per uno strumento e basso | 61 sonate per uno strumento e basso | 61 sonate per uno strumento e basso | 61 sonate per uno strumento e basso | 61 sonate per uno strumento e basso |
| N° | Strumento | | | |
| 40 | violino | | | |
| 9 | violoncello | | | |
| 6 | musette o ghironda , violino , oboe , flauto [ 51 ] | | | |
| 4 | flauto | | | |
| 1 | oboe | | | |
| 1 | flauto diritto | | | |
| 27 sonate a tre (due strumenti e basso) | 27 sonate a tre (due strumenti e basso) | 27 sonate a tre (due strumenti e basso) | 27 sonate a tre (due strumenti e basso) | 27 sonate a tre (due strumenti e basso) |
| N° | Strumento | | | |
| 20 | due violini | | | |
| 5 | due strumenti diversi | | | |
| 1 | due oboi | | | |
| 1 | due flauti | | | |
| 3 sonate a quattro (quattro parti strumentali) | 3 sonate a quattro (quattro parti strumentali) | 3 sonate a quattro (quattro parti strumentali) | 3 sonate a quattro (quattro parti strumentali) | 3 sonate a quattro (quattro parti strumentali) |
| 2 | due violini , viola e basso | | | |
| 1 | due strumenti diversi , oboe , chalumeau e organo obbligato | | | |
| Concerti [ 52 ] | Concerti [ 52 ] | Concerti [ 52 ] | Concerti [ 52 ] | Concerti [ 52 ] |
| 329 concerti con uno strumento solista | 329 concerti con uno strumento solista | 329 concerti con uno strumento solista | 329 concerti con uno strumento solista | 329 concerti con uno strumento solista |
| N° | Strumento | | | |
| 220 | violino | | | |
| 37 | fagotto | | | |
| 27 | violoncello | | | |
| 19 | oboe | | | |
| 13 | flauto | | | |
| 7 | viola d'amore | | | |
| 3 | flautino | | | |
| 2 | flauto diritto | | | |
| 1 | mandolino | | | |
| 45 concerti doppi (due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 45 concerti doppi (due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 45 concerti doppi (due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 45 concerti doppi (due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 45 concerti doppi (due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) |
| N° | Strumento | | | |
| 25 | due violini | | | |
| 11 | due strumenti diversi | | | |
| 3 | due oboi | | | |
| 2 | due corni | | | |
| 1 | due violoncelli | | | |
| 1 | due mandolini | | | |
| 1 | due flauti | | | |
| 1 | due trombe | | | |
| 34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) | 34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d'archi e continuo) |
| 4 concerti per due orchestre d'archi e solista (o solisti) | 4 concerti per due orchestre d'archi e solista (o solisti) | 4 concerti per due orchestre d'archi e solista (o solisti) | 4 concerti per due orchestre d'archi e solista (o solisti) | 4 concerti per due orchestre d'archi e solista (o solisti) |
| 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo) | 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo) | 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo) | 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo) | 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo) |
| 44 concerti per orchestra d'archi e continuo | 44 concerti per orchestra d'archi e continuo | 44 concerti per orchestra d'archi e continuo | 44 concerti per orchestra d'archi e continuo | 44 concerti per orchestra d'archi e continuo |
Raccolte a stampa
Esaminando le opere pubblicate da Vivaldi mentre era in vita, si evidenzia il fatto che vi è una prevalenza di sonate nei primi anni della sua carriera, e un'assoluta maggioranza di concerti nella seconda parte della vita, quando ha ormai raggiunto uno stato di compositore affermato. Le ultime pubblicazioni di sonate, recanti il numero d'opera 13 e 14, rappresentano casi particolari: la prima è con tutta evidenza un falso di mano francese, nel quale si utilizzano elementi tematici di origine vivaldiana; la seconda, invece, è una pubblicazione fatta senza il controllo del compositore, come risulta chiaro dal fatto che è mancante di numero d'opera, e secondo Kolneder contiene probabilmente musica composta molti anni addietro.cite-ref-53[53] Va da sé che la pubblicazione di un'opera di musica per ampio organico era assai più costosa di una di musica da camera, e quindi costituisca un'operazione commerciale alquanto rischiosa per un giovane compositore; ciò non esclude che Vivaldi non avesse già intrapreso la composizione dei suoi concerti nei primi anni di servizio presso l'Ospedale della Pietà, come parrebbe confermare il riconoscimento alla sua attività sancito dall'allargamento delle sue mansioni nel 1705, dall'aumento di stipendio ottenuto nel 1708cite-ref-54[54] e da varie affinità stilistiche tra le sonate per violino e cembalo dell'opera II (1708) e alcuni concerti dellmwa60'mwa64Estro Armonico (opera III, 1711).
| Opus | Titolo | Editore |
|---|---|---|
| Opus I | 12 sonate per due violini e basso continuo [ 55 ] | Venezia , G. Sala , 1703 |
| Opus II | 12 sonate per violino e basso continuo [ 56 ] | Venezia , A. Bortoli, 1708 [ 20 ] |
| Opus III | L'estro armonico , 12 concerti [ 57 ] | Amsterdam , E. Roger , 1711 |
| Opus IV | La stravaganza , 12 concerti [ 58 ] | Amsterdam , E. Roger , 1716 |
| Opus V | 6 sonate per uno e due violini e basso continuo [ 59 ] | Amsterdam , J. Roger , 1716 |
| Opus VI | 6 concerti per violino, archi e basso continuo | Amsterdam , J. Roger , 1719 |
| Opus VII | 12 concerti [ 60 ] | Amsterdam , J. Roger , 1720 |
| Opus VIII | Il cimento dell'armonia e dell'inventione , 12 concerti [ 61 ] | Amsterdam , M.-C. Le Cène , 1725 |
| Opus IX | La cetra , 12 concerti [ 62 ] | Amsterdam , M.-C. Le Cène , 1727 |
| Opus X | 6 concerti per flauto traverso, archi e basso continuo | Amsterdam , M.-C. Le Cène , 1729 |
| Opus XI | 6 concerti [ 63 ] | Amsterdam , M.-C. Le Cène , 1729 |
| Opus XII | 6 concerti [ 64 ] | Amsterdam , M.-C. Le Cène , 1729 |
| (Opus XIII) | Il pastor fido , 6 sonate per musette o ghironda, flauto traverso, oboe, violino e basso continuo. [ 51 ] (spuria) | Parigi , Mme Boivin, 1737 |
| Senza numero d'opus [ 65 ] | 6 sonate per violoncello e basso continuo | Parigi , edizione Le Clerc le cadet - Le Clerc-Boivin, 1740 |
La musica vocale
Opere
Vivaldi sosteneva di aver composto 94 opere. In realtà, sono stati identificati meno di 50 titoli, e solo una ventina di queste opere è giunta fino ai tempi moderni. D'altra parte, il calcolo delle composizioni è reso più complesso dalla consuetudine dell'epoca di riprendere vecchie opere cambiandone il titolo e di comporre dei mwbgcpasticci, comprendenti musica di vari autori, sia scritta per l'occasione che adattata da opere precedenti.
Inoltre, non sempre le parti dell'opera o del mwbgkpasticcio venivano adattate coerentemente al libretto o alla logica della trama; d'altro canto, il pubblico non veniva a teatro tanto per ascoltare una storia, ma piuttosto per le prodezze vocali dei castrati o delle "prime donne", sulle cui esigenze le opere erano di fatto strutturate, come testimonia il già citato mwbgoTeatro alla moda di mwbgsBenedetto Marcello.
Di Vivaldi ci giungono, parziali o complete, 21 opere, tutti drammi per musica, le quali dal punto di vista drammatico seguono i tipici canoni dell'mwbg0opera seria dell'epoca. La musica è tuttavia vitale e ricca di inventiva. Inoltre non è raro trovare in alcuni pasticci della tarda maturità del Prete Rosso arie di altri compositori contemporanei, come mwbg4Leonardo Leo, mwbg8Geminiano Giacomelli, mwbhaJohann Adolf Hasse e mwbheGiovanni Battista Pergolesi. Per i pasticci allestiti da altri compositori con arie di Vivaldi, consultare la sezione degli Anhang relativa.
• mwbhuCreso tolto alle fiamme mwbhc(RV Anh. 138), mwbhgVenezia 1705
• mwbiamwbieOrlando furioso mwbii(RV Anh. 84), libretto: mwbimGrazio Braccioli; musica: mwbiqGiovanni Alberto Ristori; opera allestita dall'Impresa Vivaldi e ripetutamente modificata da Antonio Vivaldi, Venezia 1713
• mwbiymwbicOrlando finto pazzo mwbig(RV 727), libretto: Grazio Braccioli, Venezia 1714
• mwbiomwbisOrlando furioso mwbiw(RV 819), libretto: Grazio Braccioli; contenente anche musiche tratte dall'opera omonima di Ristori del 1713 (mwbi0RV Anh. 84), Venezia 1714
• mwbi8Nerone fatto Cesare mwbje(RV 724), libretto: mwbjiMatteo Noris, Venezia 1715
• mwbjqmwbjuLa costanza trionfante degl'amori e degl'odii mwbjy(RV 706-A), libretto: Antonio Marchi, Venezia 1716
• mwbjkmwbjoArsilda, regina di Ponto mwbjs(RV 700), libretto: Domenico Lalli, Venezia 1716
• mwbj0mwbj4L'incoronazione di Dario mwbj8(RV 719), libretto: mwbkaAdriano Morselli, Venezia 1717
• mwbkiTieteberga mwbkq(RV 737), libretto: mwbkuAntonio Maria Lucchini, Venezia 1717
• mwbkcIl vinto trionfante del vincitore mwbkk(RV Anh. 58), libretto: Antonio Marchi, Venezia 1717
• mwbksArtabano, re de' Parti mwbk0(RV 701/706-B), libretto: Antonio Marchi, Venezia 1718
• mwbk8Armida al campo d'Egitto mwble(RV 699-A), libretto: Giovanni Palazzi, Venezia 1718
• mwbloArmida al campo d'Egitto mwblw(RV 699-B), libretto: Giovanni Palazzi, Mantova 1718
• mwbmuArtabano, re de' Parti mwbmc(RV 701/706-C), libretto: Antonio Marchi, Vicenza 1719
• mwbmkmwbmoTito Manlio mwbms(RV 738), libretto: Matteo Noris, Mantova 1719
• mwbm0Tito Manlio mwbm4(RV 778), libretto: Matteo Noris, Roma 1720
• mwbnamwbneLa verità in cimento mwbni(RV 739), libretto: Giovanni Palazzi, Venezia 1720
• mwbnqmwbnuLa Candace, o siano Li veri amici mwbny(RV 704), libretto: mwbncFrancesco Silvani e Domenico Lalli, Mantova 1720
• mwbnkFilippo, re di Macedonia mwbns(RV 715), libretto: Domenico Lalli, Venezia 1720
• mwbn0mwbn4La Silvia mwbn8(RV 734), libretto: Enrico Bissari, Milano 1721
• mwboimwbomErcole su'l Termodonte mwboq(RV 710), libretto: mwbouGiacomo Francesco Bussani, Roma 1723
• mwbocLa virtù trionfante dell'amore, e dell'odio, overo Il Tigrane mwbok(RV 740), libretto: Francesco Silvani, Roma 1724
• mwbosmwbowGiustino mwbo0(RV 717), libretto: conte mwbo4Nicolò Beregan (1683), rimaneggiato da mwbo8Pietro Pariati (1711) per mwbpaTomaso Albinoni, e con ulteriori profonde modifiche (forse di Antonio Maria Lucchini), Roma, 1724
• mwbpiL'Artabano mwbpq(RV 706-D), libretto: Alessandro Marchi, Mantova 1725
• mwbpyL'inganno trionfante in amore mwbpg(RV 721) (pasticcio), libretto di Matteo Noris, ritoccato da G. M. Ruggieri, musicista e uomo di lettere dilettante, Venezia 1725
• mwbpoVenezia (nascente?) mwbpw(RV Anh. 139) musica di Antonio Vivaldi, preparata per il 1726 al Sant'Angelo, ma poi non allestita. Probabile ripresa nel 1731 a Venezia, luogo ignoto.
• mwbp4Cunegonda mwbqa(RV 707) (verosimilmente pasticcio), libretto: Agostin Piovene, Venezia 1726
• mwbqimwbqmLa fede tradita e vendicata mwbqq(RV 712), libretto: Francesco Silvani, Venezia 1726
• mwbqyLa tirannia gastigata mwbqg(RV Anh. 55) (pasticcio, con undici arie di Vivaldi), libretto di Francesco Silvani, Praga 1726
• mwbqomwbqsDorilla in Tempe mwbqw(RV 709-A), libretto: Antonio Maria Lucchini, Venezia 1726
• mwbq4mwbq8Ipermestra mwbra(RV 722), libretto: Antonio Salvi, Firenze 1727
• mwbrimwbrmFarnace mwbrq(RV 711-A), libretto: Antonio Maria Lucchini, Venezia 1727
• mwbrymwbrcFarnace mwbrg(RV 711-B), libretto: Antonio Maria Lucchini, Venezia 1727
• mwbroSiroe, re di Persia mwbrw(RV 735-A), libretto: mwbr0Pietro Metastasio, mwbr4Reggio Emilia 1727
• mwbsamwbseOrlando mwbsi(RV 728), libretto: Grazio Braccioli, Venezia 1727
• mwbsqRosilena ed Oronta mwbsy(RV 730), libretto: Giovanni Palazzi, Venezia 1728
• mwbsgmwbskL'Atenaide mwbso(RV 702-A), libretto: Apostolo Zeno, Firenze 1728
• mwbteArgippo mwbtm(RV 697), libretto: Domenico Lalli, Praga 1730
• mwbtumwbtyL'Atenaide mwbtc(RV 702-B), libretto: Apostolo Zeno, Firenze 1731/1732
• mwbt4Alvilda, regina de' Goti mwbua(RV Anh. 88), libretto: Apostolo Zeno, Praga 1731
• mwbuimwbumDorilla in Tempe mwbuq(RV 709-B), libretto: Antonio Maria Lucchini, con sostanziali modificazioni rispetto alla versione originale del 1726, Praga 1732
• mwbusmwbuwSemiramide mwbu0(RV 733), libretto: Francesco Silvani, Mantova 1732
• mwbu8mwbvaLa fida ninfa mwbve(RV 714), libretto: mwbviScipione Maffei, Verona 1732
• mwbvqArgippo mwbvy(RV Anh. 137), libretto: Domenico Lalli, Praga 1733. Ritrovato recentemente a Praga.
• mwbvgmwbvkMotezuma mwbvo(RV 723), libretto: mwbvsGirolamo Alvise Giusti, Venezia 1733
• mwbv0mwbv4Dorilla in Tempe mwbv8(RV 709-C) (pasticcio, con due arie di Hasse, due di Giacomelli, una di Leo e tre di compositori non identificati), libretto: Antonio Maria Lucchini, con sostanziali modificazioni rispetto alla versione originale, Venezia 1734
• mwbweLa Dorilla mwbwm(RV 709-D), libretto: Antonio Maria Lucchini, unica partitura conservata (Torino) delle varie versioni della mwbwqDorilla in Tempe (si basa sull'edizione veneziana del 1734, con aggiunte e cancellazioni)
• mwbwymwbwcL'Olimpiade mwbwg(RV 725), libretto: Pietro Metastasio, Venezia 1734
• mwbwomwbwsIl Bajazet (Tamerlano) mwbww(RV 703), libretto: Agostin Piovene, Verona 1735
• mwbw4mwbw8L'Adelaide mwbxa(RV 695), libretto: Antonio Salvi, Verona 1735
• mwbximwbxmGriselda mwbxq(RV 718), libretto: Apostolo Zeno e mwbxuCarlo Goldoni, Venezia 1735
• mwbxcmwbxgAristide mwbxk(RV Anh. 89), libretto: Carlo Goldoni, Venezia 1735
• mwbxsGinevra, principessa di Scozia mwbx0(RV 716), libretto: Antonio Salvi, Firenze 1736
• mwbx8La bottega da cafè mwbye(RV Anh. 43), libretto: Carlo Goldoni, Venezia 1736
• mwbymIl giorno felice mwbyu(RV Anh. 92), libretto: Scipione Maffei, mwbyyVienna 1737 (revisione de mwbycLa fida ninfa)
• mwby4mwby8Catone in Utica mwbza(RV 705), libretto: Pietro Metastasio, Verona 1737
• mwbziL'oracolo in Messenia mwbzq(RV 726), libretto: Apostolo Zeno, Venezia 1737
• mwbzymwbzcRosmira (fedele) mwbzg(RV 731), libretto: Silvio Stampiglia, Venezia 1738
• mwbzoArmida al campo d'Egitto mwbzw(RV 699-D), libretto: Giovanni Palazzi, Venezia 1738
• mwbz8mwbaaFarnace mwbae(RV 711-G), libretto: Antonio Maria Lucchini, Ferrara 1738
• mwbamSiroe, re di Persia mwbau(RV 735-B), libretto: mwbayPietro Metastasio, mwbacAncona 1738
• mwbakSiroe, re di Persia mwbas(RV 735-C), libretto: mwbawPietro Metastasio, mwba0Ferrara 1739
• mwba8Feraspe mwbbe(RV 713), libretto: Francesco Silvani, Venezia 1739
• mwbboMedea e Giasone mwbbw(RV 749.21)
Cantate e serenate
Vivaldi compose le sue cantate basandosi principalmente sulla maniera napoletana tipica dei compositori successivi ad mwbb8Alessandro Scarlatti e mwbcaBenedetto Marcello: sono costituite da una serie di due o più mwbcearie da capo che si alternano con recitativi. Lo scenario è costituito invariabilmente dai temi dell'mwbciArcadia: pastori in preda ai tormenti dell'amore e da ninfe incostanti (gli attributi sono reversibili) dei cui cuori vulnerabili mwbcmCupido fa strage.cite-ref-66[66]
Sono state trovate di Vivaldi:
• 22 cantate per mwbcssoprano e mwbcwbasso continuo;
• 8 per mwbc4contralto e basso continuo;
• 5 per soprano e accompagnamento strumentale;
• 4 per contralto e accompagnamento strumentale.
Paragonabile alla cantata nel fatto che generalmente non dava luogo ad un'azione scenica, la mwbdiserenata era un'opera di dimensioni più importanti, con un'mwbdmouverture orchestrale, arie solistiche, recitativi e talvolta perfino dei cori. Molte sono andate perdute e ne rimangono solamente tre: la mwbdqSerenata a tre RV 690, la serenata nuziale mwbduGloria e Himeneo RV 687 e soprattutto mwbdcmwbdgLa Sena festeggiante RV 693, commissionata a Vivaldi nel 1726 da Jean-Vincent Languet, conte di Cergy e ambasciatore della Francia presso la Serenissima, per un'occasione su cui ancora non si è fatto luce; forse per le cerimonie d'insediamento dell'ambasciatore stesso, forse per la visita a Venezia del cardinale mwbdkPietro Ottoboni, protettore ufficiale degli interessi della Francia presso la Santa Sede.cite-ref-67[67]
Musica sacra
La musica sacra di Vivaldi fu poco conosciuta fuori dall'Italia e, come tutti i suoi lavori, dopo la sua morte cadde nell'oblio e tornò in auge a partire dalla fine degli anni trenta del mwbeeXX secolo. Ci sono pervenute circa cinquanta opere di musica sacra di genere differente: parti della Messa e loro introduzione su testo libero (Kyrie, Gloria, Credo), mwbeisalmi, mwbeminni, mwbeqantifone, mwbeumottetti. L'impegno del Prete Rosso nel repertorio sacro ebbe un carattere sostanzialmente occasionale, poiché il musicista non ebbe né commissioni né ricoprì mai stabilmente l'incarico prestigioso di maestro in San Marco.cite-ref-68[68] La sua produzione appartiene al cosiddetto mwbeostile moderno (ossia concertato, tipico della musica veneziana, che si contrappone al severo mwbesstile antico della musica di mwbewPalestrina), anche se molti movimenti dei suoi lavori rimangono comunque legati allo mwbe0stile osservato. Si attengono alla produzione concertata anche i suoi lavori mwbe4a cappella, come il mwbe8Lauda Jerusalem a 4 voci e il mwbfaCredidi a 5 voci, dove gli strumenti man mano si staccano dai gruppi del coro. Questo repertorio fu inoltre soggetto alle influenze operistiche dell'epoca. Questo lo si può soprattutto osservare nei suoi mottetti per voce solista, descritti da Denis Arnold come «concerti per voce», che presentano parti di pure esibizioni vocali.
Vivaldi compose inoltre otto mottetti di «mwbfiintroduzione», i quali dovevano servire come premessa ai lavori in larga scala (mwbfmGloria, mwbfqmwbfuDixit Dominus, mwbfyMiserere); questo sottogenere fu scarsamente utilizzato da altri compositori. Un'altra particolarità che contraddistingue la musica sacra del Prete Rosso è la frequente assegnazione della parte melodica al violino nei movimenti corali, lasciando quindi il coro cantare in mwbfcomofonia di sottofondo (ad es. nel movimento iniziale e finale del mwbfkCredo RV 591). In questo modo Vivaldi anticipò le messe sinfoniche della generazione di mwbfoHaydn. Anche le influenze del concerto non esitano a manifestarsi. Basti notare il mwbfsBeatus vir RV 598, il quale presenta un ampio intervallo di 420 battute nella forma del mwbf0ritornello. Tra i suoi lavori sacri più noti si ricordano il mwbf4Gloria RV 589, i mwbgeMagnificat RV 610 e mwbgiRV 611, lo mwbgmStabat Mater RV 621 e l'mwbguoratorio mwbgymwbgcJuditha triumphans.
Nella cultura di massa
Delle vicissitudini della riscoperta della musica vivaldiana e della creazione dei fondi Foà e Giordano si occupa il romanzo mwbgoL'affare Vivaldi (2015) di mwbgwFederico Maria Sardelli, musicista e direttore d'orchestra nonché esperto del musicista veneziano.
Vivaldi è uno dei personaggi che appaiono nel romanzo mwbg4mwbg8Stabat Mater di mwbhaTiziano Scarpa che ha come protagonista Cecilia, una violinista orfana cresciuta ed educata presso l'Ospitale di Pietà dove è certificato che Vivaldi abbia lavorato e diretto.
Il romanzo mwbhiIl respiro degli angeli di Emanuela Fontana (Mondadori, 2021) narra l’intera vita di Vivaldi, dall’infanzia a Venezia agli ultimi mesi a Vienna.
"Vivaldi, la bella stagione" è uno spettacolo che combina effetti speciali, proiezioni 3D e musica dal vivo scritto, diretto e interpretato da mwbhsAndrea Ortis. È un viaggio immersivo nel tempo che porta il pubblico a viaggiare dal Novecento alla Venezia ai tempi di Vivaldi.cite-ref-70[70]
Il mwbiebrowser internet mwbiiVivaldi (browser) deve il nome al compositore.
Cinema
In ambito cinematografico, Vivaldi è apparso come personaggio principale in mwbiumwbiyRosso veneziano, film francese del mwbic1989 diretto da mwbigÉtienne Périer, un mwbikgiallo avente per protagonista un giovane mwbioCarlo Goldoni alle prese con un'intricata serie di delitti brutali a mwbisVenezia, dove il celebre compositore è interpretato dall'attore mwbiwpolacco mwbi0Wojciech Pszoniak.
Nel mwbi82006 venne poi realizzato un film di produzione franco-italiana, mwbjamwbjeAntonio Vivaldi, un prince à Venise, diretto da Jean-Louis Guillermou e interpretato da mwbjmStefano Dionisi, nel ruolo di Vivaldi, mwbjqMichel Serrault, nel ruolo del vescovo di mwbjuVenezia, mwbjyChristian Vadim, nel ruolo di Carlo Goldoni, e mwbjcMichel Galabru, nel ruolo del mwbjgpapa Benedetto XIII.cite-ref-71[71]
Un'ulteriore pellicola incentrata sulla biografia del celebre compositore veneziano uscì nel 2009 con il titolo mwbj4Vivaldi, the Red Priest diretto da Liana Marabini e con mwbkeSteven Cree, nelle vesti del musicista; il cast vede inoltre la partecipazione di James Jagger, figlio del mwbkmfrontman dei mwbkqRolling Stones mwbkuMick.
Infine, alla fine del 2025, è uscito nelle sale mwbkcPrimavera (film 2025) - diretto da mwbkgDamiano Michieletto e liberamente tratto dal romanzo ‘Stabat mater’ di mwbkkTiziano Scarpa - in cui il ruolo del compositore veneziano è interpretato da mwbkoMichele Riondino.
Note
cite-note-11. mwbleRitratti e dediche di Antonio Vivaldi - da mwbliI maestri della musica, De Agostini, 1989: «il musicista è raffigurato di fronte, a mezzo busto, in abito solenne e con parrucca: nella mano sinistra tiene un violino, nella destra una penna d'oca, mentre davanti a lui sta un foglio di musica»; si nota la somiglianza con altri ritratti e la parrucca di colore rossiccio rimando ai capelli rossi del musicista.
cite-note-22. "An anonymous portrait in oils in the Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna is generally believed to be of Vivaldi and may be linked to the Morellon La Cave engraving, which appears to be a modified mirror reflection of it." Michael Talbot, The Vivaldi Compendium (2011), p. 148.
cite-note-33. ↑ la notte tra il 27 e il 28 luglio
cite-note-grove-44. ↑ mwbmimwbmmPeter Ryom et al..
cite-note-italia-55. ↑ In alcune occasioni il veneziano Vivaldi si riferì esplicitamente alla propria nazionalità italiana: nella dedica al conte Venceslao Morzin de mwbmcmwbmgIl cimento dell'armonia e dell'inventione, ad esempio, si definisce "Maestro di Musica in Italia" mentre la dedica dell'opera mwbmkmwbmoL'Adelaide al podestà Antonio Grimani riporta: mwbmw mwbm0«Era parimente convenevole, che ad un Veneto Patricio fosse questo Dramma dedicato, imperciocché non potendo la Storia, ond'è ricavata l'Azione, che sommamente dispiacere ad un buon'Italiano, che non sia, come tanti sono oggidì, di sua Nazione inimico, facendogli sovvenire, come discacciati gli ultimi Italiani Ré, ricadde la misera Italia, per non più liberarsene, sotto giogo straniero, a tale deplorabilissima sciagura solo dà qualche compenso l'inclita Veneta Republica, in cui dal suo nascimento fino a' nostri giorni l'Italiana libertà si conserva, e voglia Iddio sino al finire de' secoli conservarla ...» mwbm4(Strohm, mwbm8The operas..., II, p. 558)
cite-note-66. ↑ mwbnmDizionario biografico degli italiani
cite-note-77. ↑ mwbncmwbngmwbnkThe Italian composer Vivaldi was also a Catholic priest, su mwbnoaleteia.org, 9 novembre 2018.
cite-note-88. ↑ Tutti i documenti finora conosciuti (atti, stampe, manoscritti) e la critica vivaldiana sono stati recensiti nell'opera curata da Michael Talbot, mwbn4Vivaldi. Fonti e letteratura critica, citata nella bibliografia
cite-note-99. ↑ mwboiAdì 6 Maggio 1678, Antonio Lucio figliolo del sig. GioBatta quondam Agustino Vivaldi sonador et della sig.ra Camilla figliola del quondam Camillo Calicchio sua cons.te nato li 4 marzo ult.° caduco hebbe l’acqua in casa essendo in pericolo di morte dalla comare allev.ce mad.na Margarita Veronese, hoggi mwbomfù portato alla chiesa ricevè gli essorcismi et gli ogli ss.ti da me Giacomo Fornaciari Piovano à quale lo tene il sig. Antonio quondam Gerolamo Vecchio specier all’insegna del Dose in contrà.
cite-note-1010. ↑ mwbocMargherita Gianola, mwbogRiflessioni attorno alla presunta casa natale di Antonio Vivaldi in Campo Grando alla Bragora e sull'attività di barbiere di Giovanni Battista, in mwbokStudi Vivaldiani, vol.mwboo 18, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 2018, pp.mwbos 41-67.
cite-note-1111. ↑ mwbo8Margherita Gianola, mwbpamwbpeLa più antica firma autografa di Antonio Vivaldi (mwbpimwbpmPDF), in mwbpqStudi Vivaldiani, n.mwbpu 16, 2017, p.mwbpy 17. mwbpcURL consultato il 25 luglio 2018 mwbpg(archiviato dall'mwbpkurl originale il 18 giugno 2021).
cite-note-1212. ↑ mwbp0Gianfranco Formichetti, mwbp4Venezia e il prete col violino. Vita di Antonio Vivaldi, Milano, Bompiani, 2006, mwbp8ISBNmwbqa 978-88-452-5640-0. Dal 2009 si svolgono annualmente a Pomarico delle mwbqimanifestazioni celebrative mwbqmArchiviatomwbqq il 16 luglio 2020 in mwbquInternet Archivemwbqy. dedicate a Vivaldi]|
cite-note-0-1313. ↑ mwbqsEleanor Selfridge-Field e Margherita Gianola, mwbqwmwbq0La famiglia materna di Antonio Vivaldi (mwbq4mwbq8PDF), in mwbraStudi Vivaldiani, n.mwbre 15, 2015, pp.mwbri 13-53. mwbrmURL consultato il 25 luglio 2018 mwbrq(archiviato dall'mwbruurl originale il 21 settembre 2020).
cite-note-1414. ↑ mwbrkMargherita Gianola, mwbromwbrsLa più antica firma autografa di Antonio Vivaldi (mwbrwmwbr0PDF), in mwbr4Studi Vivaldiani, n.mwbr8 16, 2017, p.mwbsa 30. mwbseURL consultato il 25 luglio 2018 mwbsi(archiviato dall'mwbsmurl originale il 18 giugno 2021).
cite-note-1515. ↑ Robson Gonçalves, mwbscUma Breve Viagem pela História da Ópera Barroca, Joinville (BRA), Clube de Autores, 2011, p. 95.
cite-note-1616. ↑ Si sa d'altronde che egli fu in seguito un incondizionato sostenitore della musica italiana, come è testimoniato dalla sua famosa mwbssLettre sur la musique française
cite-note-1717. ↑ Dal 1743 al 1744 fu segretario dell'ambasciatore francese a Venezia
cite-note-1818. ↑ «Una musica a mio giudizio superiore a quella delle opere, e che non ha pari né in Italia, né nel resto del mondo, è quella delle scuole. Le scuole sono delle opere di carità istituite per educare le giovinette prive di beni, a cui la repubblica fornisce la dote sia per il matrimonio o per la clausura. La musica è il primo tra i talenti che vengono coltivati in queste giovani. Tutte le domeniche nella chiesa di queste quattro scuole, durante i vespri, si danno mottetti a grande coro e grande orchestra, composti e diretti dai più grandi maestri d'Italia, eseguiti attraverso tribune grigliate da ragazze la più vecchia delle quali non ha vent'anni. Io non riesco ad immaginare nulla di così voluttuoso, di così toccante come questa musica: la ricchezza dell'arte, il gusto squisito dei canti, la bellezza delle voci, la perfezione dell'esecuzione, tutto in questi concerti concorre a produrre un'impressione che non è certamente di buon costume, ma di cui sono certo che nessun cuore d'uomo sia al riparo. Né Carrio né io mancammo mai a questi vespri ai Mendicanti (cioè al collegio dove aveva lavorato il padre del nostro compositore) e non siamo i soli. La chiesa era ogni volta piena di intenditori; perfino gli attori dell'Opera venivano a formarsi al vero gusto del canto su questi eccellenti modelli. Ciò che mi disturbava di più erano quelle maledette griglie, che non lasciavano passare che dei suoni e mi nascondevano gli angeli di bellezza di cui essi erano degni»
cite-note-1919. ↑ Ossia otto nuove opere durante la stagione 1704-1705
cite-note-sardelli-2020. ↑ mwbtsFederico Maria Sardelli, introduzione critica a: Antonio Vivaldi, mwbtwSonate a violino e basso per il cembalo - opera seconda, facsimile, Firenze S.P.E.S., 2000, capitolo 1.: mwbt0Datazione
cite-note-2121. ↑ «Il più antico procedimento per riprodurre la musica ai tempi di Vivaldi, e nel complesso anche il meno soddisfacente, era quello della stampa a caratteri mobili. Questo metodo, oltre che laborioso (a causa della complessità e della varietà della notazione musicale rispetto alla scrittura normale) comportava notevoli difficoltà tecniche. Il perfetto allineamento verticale dei simboli era per esempio molto difficile da ottenere, e anche il posizionamento di alcuni simboli spesso risultava poco più che approssimativo ( [...] ) Possedeva, inoltre, un altro serio inconveniente. La tiratura doveva essere calcolata in modo molto preciso, perché, una volta stampate cinquanta o cento copie, i caratteri venivano scomposti e resi così disponibili per un nuovo utilizzo (...) Per contro, la musica incisa su lastre di rame poteva essere riprodotta all'infinito in qualsiasi tiratura se le lastre venivano conservate con cura e ritoccate quando il ripetuto utilizzo cominciava a deteriorarle» (Michael Talbot, mwbueServitore di più padroni, in mwbuiVivaldi - La stravaganza op. 4 (CD) - Speciale Amadeus, De Agostini e Rizzoli periodici, 1997 - mwbumbooklet, p. 46)
cite-note-2323. ↑ Stefani, mwbuwpp. 21-22.
cite-note-2424. ↑ Glixton e White, mwbvaCreso tolto a le fiamme..., mwbvesaggio cit.
cite-note-2525. ↑ Vio, mwbvusaggio cit.. L'ipotesi di una rappresentazione nel 1715, impedita dal mwbvynon fede di uno dei censori per la materia del libretto, avanzata da Remo Giazotto, non trova riscontro nei documenti finora noti: cfr. Eleanor Selfridge-Field, mwbvcA new chronology of Venetian opera and related genres, 1660-1760, Stanford, Stanford University Press, 2007. ISBN 978-0-8047-4437-9
cite-note-2626. ↑ Secondo mwbvwRemo Giazotto, la famiglia Marcello, proprietaria del mwbv0Teatro Sant'Angelo, aveva intrapreso senza successo una lunga battaglia legale con la direzione dello stesso per la restituzione del palcoscenico. In realtà molti altri studiosi hanno smentito questa ipotesi: i conflitti erano interni alla famiglia Marcello, più che tra gli stessi ed Antonio Vivaldi in persona, e soprattutto non riguardavano il mwbv4Teatro Sant'Angelo unicamente. Oltretutto, nel 1722 mwbv8Alessandro Marcello raccomandava Vivaldi presso la principessa Maria Livia Spinola Borghese (sono conservate la lettera autografa di Marcello e una successiva di Vivaldi): era stato già placato il contenzioso, o non era mai iniziato? - cfr. Fabrizio Della Seta, mwbweDocumenti inediti su Vivaldi a Roma in Bianconi e Morelli (a cura di), mwbwiop. cit.
cite-note-2727. ↑ oltre all'ignoranza e all'approssimazione dei compositori e dei librettisti, il mwbwypamphlet stigmatizza il narcisismo e la scarsa professionalità dei cantanti, l'ingerenza delle madri e dei protettori delle cantanti, e così via.
cite-note-293. L'opera a cui si fa riferimento è lmwbw8'mwbxamwbxeErcole su'l Termodonte
cite-note-3030. ↑ Strohm, mwbxuThe operas..., II, p. 625.
cite-note-3131. ↑ Strohm, mwbxkThe operas..., II, pp. 625-626.
cite-note-3232. ↑ Salvatore Caruselli (a cura di), mwbx0Grande enciclopedia della musica lirica, Roma, Longanesi & C. Periodici, IV, voce mwbx4Vivaldi, Antonio, p. 1251
cite-note-3333. ↑ mwbyiMichael Lorenz, mwbymmwbyqHaydn Singing at Vivaldi's Exequies: An Ineradicable Myth, su mwbyumichaelorenz.blogspot.com, 9 giugno 2014.
cite-note-3535. ↑ la supposizione secondo la quale il giovane mwbzuFranz Joseph Haydn avrebbe cantato nel coro durante la sepoltura di Vivaldi è stata provata come falsa
cite-note-3636. ↑ Infatti, tramite una vecchia edizione del quotidiano “la stampa” (datata 27/11/1930), si è scoperto che il Gr. Uff. Filippo Giordano, donò all’allora capo dello stato (Mussolini, come già previamente detto) il Violino appartenuto al grande compositore veneziano (Il Mattino, 27-28 novembre 1930, pag. 2)
cite-note-3737. ↑ Franco Sciannameo, mwbzwExperiencing the Violin Concerto, Lanham, Rowman&Littlefield, 2016, p. 1, ISBNmwbz4 978-0810888852
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cite-note-579. 1 per quattro violini, 3 per quattro violini e violoncello, 2 per due violini, 2 per due violini e violoncello, 4 per violino, archi e basso continuo
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cite-note-5911. Seconda parte dell'op. 2
cite-note-6012. 2 per oboe e 10 per violino, archi e basso continuo mwb6wConcerti à cinque stromenti, tre violini, alto viola e basso continuo... uno è con oboe
cite-note-6113. 10 per violino e 2 per oboe o violino, archi e basso continuo
cite-note-6214. 11 per violino e 1 per due violini, archi e basso continuo
cite-note-6315. 5 per violino e 1 per oboe, archi e basso continuo
cite-note-6416. 5 per violino e 1 per archi e basso continuo mwb7kSei concerti a violino principale, violino primo e secondo, alto viola, organo e violoncello
cite-note-6517. Secondo la musicologia meno aggiornata, queste sonate potrebbero essere catalogate come Opera XIV, ma la pubblicazione non riporta alcun numero di Opus e di conseguenza i maggiori studiosi vivaldiani (Peter Ryom, Michael Talbot, Walter Kolneder tra gli altri) hanno optato per non assegnare alcun numero alla raccolta.
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• citereftreccani-itVivaldi, Antonio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• (EN) Spartiti o libretti di Antonio Vivaldi, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
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• (EN) Antonio Vivaldi, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
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• (EN) Antonio Vivaldi, su SecondHandSongs.
• (EN) Antonio Vivaldi, su Genius.com.
• (EN) Antonio Vivaldi, su MyAnimeList.
• (EN) Antonio Vivaldi, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Antonio Vivaldi, su AllMovie, All Media Network.
• (DE, EN) Antonio Vivaldi, su filmportal.de.
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• mwclgPartitura del Gloria RV 589, su kantoreiarchiv.de. URL consultato il 7 aprile 2006 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2006).